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Guida agli pneumatici ricostruiti

Published in a-ruota-libera by Alessandro Altobello, 01/10/2015 0

Pneumatici ricostruiti: una soluzione economica ed ecologica

Gli automobilisti alla ricerca di una soluzione economica ed eco-sostenibile per la sostituzione degli pneumatici possono ricorrere alle gomme ricoperte. Queste sono anche chiamate pneumatici ricostruiti o gomme rigenerate.

Quella delle gomme rigenerate è considerata una scelta ecologica ed è apparsa da pochi anni sul mercato degli pneumatici. Con questo termine vengono definiti i copertoni dal battistrada consumato, il quale è stato esportato e sostituito con nuovo materiale con le stesse caratteristiche dell’originale.

Uso degli pneumatici ricostruiti

Naturalmente non tutti gli pneumatici danneggiati possono essere rigenerati: se presentano difetti in merito a velocità e peso, i cui valori standard sono indicati dal costruttore, questi vengono declassati e non possono più essere riutilizzati. Al contrario, se i controlli di centratura ed equilibratura danno responsi positivi, si procede alla vulcanizzazione delle gomme, processo mediante il quale vengono fuse le parti vecchie e nuove dello pneumatico creandone uno nuovo, dalle caratteristiche perfettamente valide in termini di qualità e sicurezza.

Spesso questa soluzione si trova utilizzata nel trasporto aereo e in quello stradale pesante, dato che nel primo caso gli pneumatici possono essere rigenerati fino a 7 volte e nel secondo caso fino a 3 volte. Ma anche sempre più possessori di autovetture optano per questa alternativa, benché possano ricorrervi una sola volta.

Vantaggi economici

Dato che la struttura portante degli pneumatici dura molto più a lungo della gomma in sé, questa scelta fa risparmiare notevolmente gli automobilisti che così possono solamente sostituire il battistrada consumato dall’usura. Si stima che, con questa soluzione, in media i consumatori italiani risparmino ben 260 milioni di euro all’anno. Gli pneumatici ricostruiti possono infatti arrivare a un costo inferiore del 50% rispetto a quello delle gomme normali, senza che ciò vada a scapito della qualità e dell’affidabilità del prodotto: esso è sottoposto a rigidi controlli e test al fine di ottenere la certificazione europea necessaria per essere messo sul mercato. Ciascun pneumatico rigenerato riporta sul lato la sigla “108R”, all’interno di uno dei cerchi vi è impressa la lettera “E” seguita da sei cifre. Inoltre, vi apparirà la scritta “Ricostruito” o “Retread”, il nome del costruttore e la data di ricostruzione (numero della settimana e anno). Queste indicazioni stanno a significare che il battistrada è stato rigenerato in base alla norma Ece Onu 108 (109 se si tratta di veicoli pesanti).

Gomme rigenerate: una scelta “green”

Non va trascurato l’aspetto ecologico di questa scelta: in Europa si producono 140 milioni di ruote ogni anno, a cui vanno ne aggiunte 40 milioni destinate alla rottamazione. Ricorrere agli pneumatici ricostruiti permette di sprecarne un numero minore, poiché possono essere riutilizzati. Si stima che fino all’80% di uno pneumatico venga reimpiegato evitandone l’incenerimento o la rimessa in discarica. Allo stesso modo si risparmia il 70% di energia. Inoltre, se per realizzare un copertone standard vengono impiegati tra i 20 e i 28 litri di greggio, per quelli ricostruiti si scende a soli 5,5 litri. In più, vengono utilizzati anche meno i materiali che compongono tallone, carcassa e asta di tensione in acciaio. Infine, una volta interrato in una discarica, lo pneumatico impiega 100 anni e degradarsi completamente.

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