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Scuderia Ferrari inizia con una power unit conservativa

Published in a-ruota-libera by Max Favilli, 10/03/2015 0

La Ferrari parte per Melbourne, sede del primo Gran Premio della stagione, con un carico di aspettative non trascurabile. La squadra, però, non ha voluto fare passi falsi e alla consapevole dei risultati conseguiti nei test invernali ha deciso di correre le prime due gare della stagione, con un motore “conservatore”.

Problemi minori. Durante i test invernali in Spagna nel mese di febbraio, la Ferrari ha manifestato problemi sul nuovo motore 059/4. Che cosa sia stato identificato come problema, un semplice intoppo nel trasferimento dei dati o qualcosa di più serio non è dato di saperlo. In ogni caso gli ingegneri del cavallino rampante ha quindi deciso di non prendere troppi rischi e di portare a Melbourne e Sepang una versione meno potente del propulsore in grado di garantire maggiore affidabilità. Come è noto, infatti, quest’anno ogni driver ha a disposizione solo quattro motori per tutta la stagione (uno in meno rispetto al 2014), per ora in casa Ferrari la priorità assoluta è l’affidabilità.

Obiettivo: segnare punti. Le nuove regole sul numero di motori a disposizione per la stagione in pratica impongono alla Ferrari di giocare conservativamente in Australia, senza rischiare troppo. Dati alla mano, ogni power unit quest’anno sarà capace di circa 800 chilometri per weekend di gara senza scadere troppo come prestazioni. Si stima che la perdita di potenza media in un motore alla fine degli 800 km non può essere superiore al 2%. Con questo scenario, è chiaro che la coerenza è la chiave del successo ed è fondamentale fare punti durante l’anno, fin dall’inizio.

Evoluzione. Secondo tradizione, le auto di formula 1 subiscono solo piccole modifiche nelle prime quattro gare in giro per il mondo, per poi godere di pacchetti di aggiornamento massivi quando ritornano per il Gran Premio di Spagna in Europa. Ferrari utilizzerà anche la scocca 309 come riserva, preiligendo le 310 e 311 per la gara.

Maurizio Arrivabene – a capo della scuderia Ferrari – è cauto: “Preferisco un programma di sviluppo concreto e continuativo nel tempo senza definire date particolari. Questa è per me la metodologia che paga. Parlare di date è un po’ difficile e impegnativo. Dire che porteremo aggiornamenti in una precisa giornata crea aspettative che non è il caso di far nascere”.

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