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Michelin progetta i pneumatici ecologici

Published by Matteo Lecca, (edited on 11/05/2020 ) 0

I produttori di pneumatici guardano con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. In prima fila troviamo Michelin, che sta lavorando alla creazione di pneumatici in grado di ridurre le emissioni di CO2attraverso una diminuzione del consumo di energia del 20% per ogni chilometro. Questi pneumatici ecologici vedranno la luce fra il 2021 e il 2022 e verranno prodotti in Italia, per la precisione nello stabilimento di Spinetta Marengo in provincia di Alessandria. A livello progettuale la gomma sarà caratterizzata da una resistenza al rotolamento molto bassa, che permetterà di limitare i consumi di carburante e perciò di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Sarà senza dubbio un pneumatico all’avanguardia, che aprirà una nuova strada nel settore delle gomme per auto all’insegna della sostenibilità.

Lo sviluppo sostenibile nel mondo dei pneumatici

La scelta di Michelin di affidare la produzione dei suoi innovativi pneumatici allo stabilimento di Spinetta Marengo non è casuale: l’intero polo è stato infatti sottoposto recentemente ad un lavoro di ammodernamento per quanto riguarda le tecniche produttive e i processi di lavorazione che è costato all’azienda del Bibendum 55 milioni di euro. Il tutto è stato fatto per restare in linea coi dettami stabiliti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, che ha imposto dei criteri da rispettare al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera entro appunto il 2030. Oltre agli investimenti sullo stabilimento alessandrino, Michelin ha stanziato ben 18 milioni di euro totali per la realizzazione del pneumatico, dei quali 6,5 milioni destinati alla ricerca e sviluppo sono stati ottenuti tramite fondi europei per lo sviluppo regionale e altri 1,7 milioni versati dalla regione Piemonte.

Le caratteristiche del pneumatico del futuro

Come detto, l’innovativo pneumatico ecologico di Michelin dovrebbe vedere la luce fra il 2021 e il 2022, il livello tecnologico sarà piuttosto elevato e la struttura del battistrada studiata per assicurare aderenza riducendo al contempo la resistenza al rotolamento, principale fattore per quanto riguarda il consumo di carburante e di conseguenza le emissioni. L’obiettivo prefissato dall’azienda francese è quello di ridurre i consumi di energia del 20% per ogni chilometro percorso. Michelin conferma dunque il suo assoluto impegno a favore della sostenibilità ambientale con quest’ultimo progetto, destinato a cambiare radicalmente il settore dei pneumatici. È una lunga strada quella intrapresa dal produttore francese ma che nel corso degli ultimi dieci anni ha dato i suoi frutti: dal 2012 ad oggi la produzione di gomme Michelin è raddoppiata, a fronte di una riduzione dei costi di produzione del 25%.

Sempre più attenta all’ambiente 

Nell’arco dell’ultimo decennio Michelin ha investito ancora di più sulla sostenibilità e incrementato la propria attenzione verso l’ambiente, basti pensare che attualmente circa il 30% della materia prima impiegata per la realizzazione dei pneumatici proviene da fonti rinnovabili e tale percentuale è destinata a crescere ancora nei prossimi anni. In fatto di sostenibilità, le gomme vengono prodotte cercando di ridurre il loro peso – al fine di utilizzare così meno materiale, dato che la gomma dei pneumatici è fortemente inquinante – e l’azienda francese pone particolare risalto all’efficienza collegata alla durata: Michelin infatti garantisce la massima resa delle proprie gomme sino al limite legale di 1,6 millimetri di spessore del battistrada imposto per legge. Ciò significa cambi pneumatici meno frequenti per gli automobilisti e di conseguenza una quantità minore di gomme a fine vita da smaltire. Per concludere, nel trattamento dei PFU (Pneumatici fuori uso) l’azienda di Clermont-Ferrand assicura di occuparsi del trattamento di un volume di tonnellate di gomma pari a quelle che immette sul mercato, da riutilizzare poi per vari scopi.

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