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Pneumatici provenienti dalla Cina: regole più ferree

Published in a-ruota-libera by Matteo Lecca, (edited on 27/03/2018 ) 0

Dallo scorso primo febbraio sono in vigore regole più restrittive per i pneumatici provenienti dalla Cina: le autorità doganali dell’Unione Europea sono infatti obbligate a registrare tutte le importazioni sia di gomme nuove che ricostruite per autocarri e autobus che arrivano dal Paese del “Dragone”. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue ed è attivo dal primo giorno di febbraio; l’imposizione di regole più ferree è nata in seguito ad un’indagine tuttora in corso della Commissione Europea che ha l’obiettivo di verificare se i pneumatici importati dalla Cina siano oggetto di “dumping”. Con questo termine si intende la pratica di riduzione dei prezzi in un mercato diverso da quello di origine, vale a dire che le gomme cinesi vengono vendute a costi decisamente inferiori al di fuori dei confini della Cina.

Si tratta di commercio sleale che va a danneggiare in primis le aziende europee, ecco perché si è deciso di imporre regole più severe sulle importazioni. Inoltre dalle analisi effettuate dalle autorità Ue è emerso che tali importazioni usufruiscono di sovvenzioni di Stato da parte del governo cinese, altra pratica illecita che alimenta la concorrenza sleale. L’indagine è stata avviata nel mese di agosto 2017 dopo le segnalazioni giunte da vari produttori europei, che denunciavano appunto pratiche scorrette da parte di esportatori cinesi; il lavoro della Commissione Europea si è concentrato sulle importazioni degli ultimi anni, dal 2013 al 2016, in modo da capire se vi fossero delle manovre illecite e provare a quantificare le perdite eventuali per i produttori del Vecchio continente.

Cosa è emerso dalle indagini sulle importazioni cinesi?

Il consorzio di produttori che ha denunciato le irregolarità nelle importazioni di pneumatici dalla Cina ha sottolineato che i prezzi proposti dalle aziende esportatrici hanno impattato negativamente sulle quote di mercato dei costruttori dell’Unione Europea, così come ha avuto effetto negativo il volume delle importazioni. Le pratiche di dumping sono state accertate dall’indagine della Commissione Europea, secondo cui ci sono prove sufficienti per affermare che i prodotti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese vengono venduti a prezzi inferiori in Europa rispetto a quanto avviene all’interno dei confini nazionali della Cina. Le accuse di dumping si sono dunque rivelate fondate e per tale ragione si è reso necessario un giro di vite sulle importazioni dalla Cina, in particolare con controlli più serrati sui prodotti che arrivano dal Paese del “Dragone“.

Le prove raccolte aiutano anche a far luce su determinate dinamiche: spesso ci si domanda poiché i prezzi delle merci che giungono dalla Cina siano così inferiori in confronto a quelli praticati sul mercato europeo o americano; in determinati casi – non tutti, ovviamente – la spiegazione si cela appunto dietro la parola dumping e dietro le sovvenzioni di Stato attuate proprio per favorire l’esportazione dei prodotti cinesi. Siamo di fronte a pratiche sleali che danneggiano la competizione fra aziende, guastando il libero mercato. Naturalmente non tutte le aziende cinesi si affidano al dumping o ad altre mosse illecite al momento di esportare i loro prodotti: i costi contenuti dei pneumatici cinesi sono frutto di una precisa scelta dei produttori che non mirano al segmento premium del mercato, preferendo produrre gomme a prezzi convenienti per gli automobilisti senza però rinunciare alla qualità. É questo l’approccio di varie aziende cinesi emergenti, giovani realtà che guardano soprattutto al di fuori del mercato del proprio Paese puntando a confrontarsi con i costruttori europei e americani facendo leva sulla qualità dei loro prodotti a costi inferiori.

I pneumatici cinesi proposti da gomme-auto.it sono realizzati da aziende nate da relativamente pochi anni, che hanno deciso di impiegare le sovvenzioni statali per lavorare su ricerca e sviluppo, al fine di realizzare gomme di buona qualità che siano però accessibili ad un elevato numero di automobilisti, grazie al contenimento dei prezzi. Inoltre le manovre di dumping riguardano in larga parte i pneumatici per mezzi pesanti, dunque non quelli per auto; gli automobilisti comuni insomma possono dormire sonni tranquilli in quanto le pratiche illecite non riguardano le gomme per automobili.

Il meccanismo delle sovvenzioni

Al di là del dumping si è indagato anche sulle sovvenzioni, cercando di capire in che modo il governo favorisca l’esportazione dei pneumatici cinesi all’estero. Le agevolazioni per le aziende sono di diverso tipo: si va, infatti, dal trasferimento diretto di obbligazioni e fondi alla rinuncia delle entrate dovute da parte della pubblica amministrazione, attraverso la mancata riscossione delle imposte, sino alla fornitura di servizi e beni scontati, ovvero a costi inferiori rispetto a quelli previsti. Tutte pratiche poco trasparenti utili a contenere le spese aziendali per poter destinare un quantitativo superiore di fondi alle esportazioni.

Oltre ad una maggiore severità nella registrazione delle importazioni dalla Cina, l’aver smascherato tali pratiche poco corrette dovrebbe portare nel giro di breve tempo a sanzioni che avranno effetto retroattivo, ciò significa che saranno applicate non solo ai pneumatici importati dopo l’entrata in vigore effettiva delle sanzioni, ma anche a quelli registrati a partire dal primo febbraio in poi. Dal punto di vista dei produttori europei, le sanzioni sono un provvedimento fondamentale per far fronte a quella che viene definita una vera e propria “invasione” di pneumatici, a basso costo e spesso di qualità scadente, dietro cui si celano pratiche poco trasparenti o addirittura scorrette che penalizzano chi invece lavora nel rispetto delle normative.

La speranza è che le sanzioni di tipo economico e non solo servano a ripristinare un confronto all’insegna della legalità all’interno del mercato dei pneumatici, che soprattutto per quanto riguarda le coperture destinate ai mezzi pesanti sta attraversando un momento di crisi, acuito pure dall’esportazione “selvaggia” da parte della Cina. La scarsa qualità di un certo numero di pneumatici Made in China importati, inoltre, ne impedisce la ricostruzione e l’auspicio è che i provvedimenti punitivi nei confronti di queste pratiche illecite servano anche a mettere in luce i benefici, sia in termini di rispetto ambientale che di risparmio economico, della ricostruzione delle gomme.

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