La pressione di gonfiaggio è un elemento di grande importanza per le gomme auto, perché ha un impatto diretto sui consumi di carburante: vediamo in che modo.
La pressione pneumatici è un fattore cruciale per le gomme delle nostre vetture, poiché contribuisce a mantenerle in buono stato e a farle lavorare correttamente. Ma non solo: ha un impatto diretto anche sui consumi di carburante, ecco per quale motivo il controllo pressione gomme è essenziale sia per preservare le coperture in ottima salute, sia per ridurre le spese relative ai rifornimenti. Sul consumo di carburante i pneumatici hanno un’incidenza significativa, per via della resistenza al rotolamento: più è bassa, minore è lo sforzo richiesto al motore per far avanzare il veicolo, e di conseguenza sarà più contenuta anche la sua richiesta di carburante. Vediamo in che modo le gomme impattano sui consumi e come fare per limitarli.
Se la pressione dei pneumatici è insufficiente, si genera un maggior attrito sulla superficie stradale e questo provoca un incremento dei consumi di carburante in quanto il motore deve produrre uno sforzo superiore per permettere l’avanzamento della vettura. In questo caso si ha una resistenza al rotolamento più alta, proprio perché le gomme risultano sgonfie. Un approccio numero può aiutarci a quantificare: un lieve sgonfiamento – con pressione di gonfiaggio inferiore al previsto di circa 0.5 bar – causa un aumento dei consumi di carburante fra il 2 e il 5%. Su una distanza di 15 mila chilometri, significa consumare dai 30 ai 50 litri di carburante in più: una quantità tutt’altro che trascurabile, soprattutto alla luce dei rincari che benzina e gasolio stanno subendo negli ultimi anni, fra guerre e tensioni internazionali. Ecco perché una pressione corretta fa risparmiare carburante, in quanto consente ai pneumatici di lavorare in condizioni ottimali.
La pressione di gonfiaggio corretta garantisce diversi benefici, in primis appunto una diminuzione dei consumi di carburante. Questo avviene perché pneumatici gonfiati secondo i valori previsti lavorano nelle condizioni ideali e ciò permette di sfruttare al meglio le gomme che assicurano una bassa resistenza al rotolamento. In tali condizioni l’attrito con l’asfalto è ridotto al minimo indispensabile e lo sforzo richiesto al motore per l’avanzamento del veicolo non è eccessivo, come invece accade quando le gomme risultano sgonfie. Anche se la pressione è solo lievemente insufficiente, si genera un maggiore attrito e tutto ciò non è immediatamente visibile per un automobilista, che se ne accorgerà solo in un secondo momento, magari durante il bilancio di fine mese, quando vedrà che le spese relative al carburante sono lievitate: la causa potrebbe essere l’elemento più sottovalutato di tutti, la pressione di gonfiaggio.
Dopo aver visto quale impatto può avere quotidianamente la pressione delle nostre gomme sul loro funzionamento, si capisce ancora meglio quanto sia importante fare in modo di mantenerla sempre al valore corretto. Perciò è giusto domandarsi: ogni quanto bisogna controllarla? Gli esperti consigliano di farlo ogni 3-4 settimane circa, in questa maniera anche una lieve perdita di pressione ha un effetto circoscritto nel tempo, poiché viene ripristinato il valore corretto con un intervento tempestivo. Inoltre è buona norma svolgere tale controllo prima della partenza per un viaggio, così da essere certi che le gomme siano in condizioni ottimali per affrontare un alto numero di chilometri. La verifica va sempre effettuata con pneumatici freddi, perché il calore tende a far aumentare la pressione e si rischia di falsare i valori della misurazione. Se si misura la pressione in una stazione di servizio, meglio aspettare alcuni minuti prima di procedere così da lasciare il tempo alle gomme di raffreddarsi.
Non esiste un valore universale: ogni veicolo ha il suo. La pressione delle gomme è infatti stabilita dal produttore del mezzo in base alle sue caratteristiche – dimensione, peso, potenza del motore etc. – al fine di supportare al meglio la vettura nelle diverse fasi di guida. La pressione dei pneumatici di un SUV è quindi necessariamente differente da quella delle gomme di un’utilitaria, poiché sono profondamente diverse le loro caratteristiche, sia in fatto di dimensioni che a livello tecnico. Come fare a conoscere la pressione di gonfiaggio ideale della propria auto? Tale valore è riportato all’interno del libretto di circolazione oppure nell’etichetta che viene apposta sullo sportellino del carburante o sul montante interno dello sportello lato conducente: la consultazione perciò è molto semplice e rapida pure per gli automobilisti meno esperti.
Alcuni guidatori potrebbero essere portati a pensare che gonfiare i pneumatici a una pressione più alta rispetto a quella indicata possa essere utile per compensare l’eventuale sgonfiamento. In realtà è una scelta sbagliata, poiché una pressione più elevata modifica l’impronta a terra della gomma e ciò comporta innanzitutto una riduzione dell’aderenza. Inoltre la sezione centrale del battistrada sarebbe sottoposta a una maggiore usura, consumandosi più rapidamente delle altri parti della copertura. In genere i produttori di veicoli indicano un range di pressioni che comprende spesso anche un valore più elevato, specificato nel caso in cui si debba viaggiare a pieno carico, e l’automobilista deve rispettare tali indicazioni, evitando valori superiori a quelli riportati. Inoltre gomme con una pressione superiore a quella prevista risultano maggiormente fragili e sono perciò più soggette a danni, soprattutto nel momento in cui si affrontano superfici irregolari.
Partecipa alla discussione